Descrizione
Tra i testi scelti e curati da Maria Nadotti, riproposti in questa edizione, troviamo la testimonianza su Ramallah, l’intervista sulla collaborazione con il regista Alain Tanner e le pagine su Tiziano e Caravaggio, che danno un’idea della ricchezza e della profondità di ispirazione di uno dei più grandi autori contemporanei.
«Ecco cosa accade quando si sa guardare. E scrivere come John Berger.» – Franco Marcoaldi, La Repubblica
«Scrittore, fotografo, giornalista… Berger ne ha da raccontare: come si guarda, e vive, il mondo.» – Iaia Caputo, Flair
«Il verbo che definisce Berger è “connettere”: collega tra loro cose e persone, temi e oggetti, se stesso e l’altro.» – Marco Belpoliti, La Stampa
Questa raccolta di testi e immagini è ormai un classico della produzione bergeriana e ricompone i molti aspetti di un’opera complessa, molteplice e frammentata. John Berger è stato infatti molte cose: narratore, sceneggiatore cinematografico, autore teatrale, giornalista, critico d’arte e letterario. Sempre impegnato nelle grandi cause umanitarie – dal destino dei lavoratori migranti in Europa alla realtà palestinese –, ha scelto la non specializzazione e la non professionalizzazione come stile di vita e come unico modo possibile per partecipare di una realtà fatta di rapporti personali, contatti fisici e scambi emotivi, lontano da qualsiasi astrazione ideologica e prossimo a un’esistenza sempre colta in maniera diretta e personale.






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