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E se poi mi scoprono?

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INTEGRATORI DI EGO CONTRO BASSA AUTOSTIMA

Indicazioni

Per chi pensa di non meritare mai
i propri successi, per chi sente di non essere mai all’altezza della situazione.
Per chi arranca, sempre, in questa vita e non se lo meriterebbe

Disponibile su ordinazione

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COD: 9788830456372 Categorie: , ,

Descrizione

La guida pratica che spiega cos’è e come si combatte la cronica mancanza di autostima di cui soffre un numero sorprendentemente alto di donne.

«La mancanza d’autostima mi ha salvata parecchie volte. E t’accorgi che è possibile cambiarle faccia: ci si abitua, alla sindrome dell’impostore, e la chiamerei prudenza eccessiva, eccesso di riflessione, analisi attenta dei dettagli. La mancanza d’autostima sono tutti i “questo è meglio che non lo dico, sarò fuori luogo”. Gli infiniti “chi mi credo di essere?”. Lo stato d’animo perennemente sotto la pressa del “posso fare meglio”. Non è detto che siano guai, affatto. Non sono esperta, però so che i migliori che conosco sono tutti impostori che hanno saputo come usarla, la sindrome dell’impostore» – dalla prefazione di Ester Viola

Cos’è la sindrome dell’impostore? È la sensazione di non essere mai bravi abbastanza e di non meritare i risultati ottenuti nella vita, di aver avuto successo per caso, o per fortuna, o peggio per un errore altrui. E di conseguenza si vive nel terrore di venire prima o poi smascherati. Si tratta di una trappola mentale, una vera e propria sindrome psicologica che, identificata negli anni Settanta dalle due studiose americane, Pauline Rose Clance e Suzanne Imes, oggi rappresenta una vera epidemia e colpisce soprattutto le donne: la mancanza di fiducia in se stesse sarebbe all’origine del minore successo economico delle donne sul lavoro, ma non limita il proprio raggio d’azione alla sola sfera lavorativa, è un virus che contagia ogni ambito dell’esistenza, dal sesso, alle relazioni personali, alla qualità della vita, traducendosi in continui atti di autosabotaggio. Perché accade? Come si può uscirne? Elisabeth Cadoche e Anne de Montarlot, rispettivamente una giornalista e una psicoterapeuta, combinano informazioni e ricerche scientifiche, storie personali e interviste, per capire da dove viene questa mancanza di fiducia, come si manifesta, si trasmette, si vive e si supera. Perché la sindrome dell’impostore si può vincere, e in alcuni casi può persino trasformarsi in uno stimolo positivo. L’importante è saperla riconoscere.