Questo tipo psicologico porta con sé una visione fresca, non complicata del proprio mondo. Guidato dall’emotività introversa e dalla sensorialità estroversa, questo tipo vive moltissimo nel momento presente.

Dotato di una grande spontaneità, vive come se ogni esperienza fosse una nuova scoperta e il suo obiettivo primario fosse di essere in armonia con essa.

Questo tipo comprende la realtà esterna grazie a capacità sensoriali talmente affinate da rendere possibile una forte identificazione con la natura. Quasi tutti gli appartenenti a questa categoria hanno un dono speciale per comunicare con i bambini o con gli animali, ed è anche molto probabile che amino stare nel verde e all’aria aperta.

A volte, gli animali nascondono il dolore e la malattia, perché dar segno di debolezza li rende vulnerabili di fronte ai predatori, ma questo tipo psicologico, sa cosa cercare, e tratta tutte le creature con un profondo rispetto per la loro dignità.

Ogni volta che questa sensibilità entra in gioco nell’ambito sociale, questo tipo ha la sensazione di avere una missione da compiere e sarà sempre impegnato a lottare contro la crudeltà.

Come tutti i tipi che per affrontare il mondo esterno usano la funzione sensoriale, anche questo tipo apprende dall’esperienza, e per conoscere bene qualcosa ha bisogno di un contatto diretto. Ma, a differenza dei tipi sensoriali estroversi, per mantenere l’interesse non ha bisogno di novità sul piano sensoriale. Quando è in funzione il Giudizio, lui si rivela concentrato, controllato e praticamente instancabile. Che sia un atleta, un artista, che svolga attività paramediche o infermieristiche, che faccia musica o che si prenda cura degli animali abbandonati, considererà il lavoro una vocazione, più che una professione.

Ma il suo impegno non ha niente in comune con il giudizio mirato a un obiettivo, lui pensa in termini di valori, di quel che è giusto nella situazione presente. Perde di vista se stesso in quanto oggetto, accorrendo là dove non volerebbero neanche gli angeli.

Questo tipo quando svolge un’attività che lo prende veramente dona tutto se stesso, senza cercare mai di strafare. Lui è fatto proprio così, non vuole pensare troppo alle condizioni oggettive del suo lavoro ma vuole uno spazio che gli consenta di fare quello per cui si sente chiamato.

Questo tipo tende ad attrarre la variante di tipi riflessivi estroversi, che, radicati come sono nel mondo delle istituzioni consolidate, lo aiutano a mantenersi consapevole delle responsabilità oggettive. Non che lui cerchi questo genere di rapporto; piuttosto, non fa niente perché non accada, e lascia che sia l’altro a investirsi del problema della stabilità materiale, non disdegnando, però, i criteri dell’organizzazione sociale, pur non accordando loro più di tanta importanza.

Sebbene sia affettuoso, generoso e stabilisca rapporti profondi con gli altri, questo tipo è restio ai grandi attaccamenti e ha un atteggiamento cauto nei confronti della proprietà e del possesso materiale: vuole vedere al di là degli oggetti che servono i suoi talenti e le sue ambizioni e si perde nell’atto creativo stesso.

Questo tipo si impegnerà anche in discipline destinate a liberarlo dalla dipendenza materiale, non vuole essere prigioniero di quel che possiede. Infatti, quando dipende troppo dalla funzione dominante, le proprietà e gli obblighi d’ordine materiale lo fanno sentire impacciato. La sua funzione inferiore, la riflessività estroversa, è troppo lontana dai suoi traguardi e dai suoi obiettivi coscienti. Quando si imbatte in una situazione che non riesce ad affrontare con le risorse dominanti, la riflessività estroversa preme con una forte influenza inconscia, e lui perde il contatto con il senso dei valori che gli sono abituali.

Questo è ciò che accade normalmente quando una funzione primaria è troppo forte. La psiche ci allontana dai nostri comportamenti abituali, lasciandoci lo spazio per sviluppare altre potenzialità.  Quando accade, questo tipo psicologico avverte semplicemente di star perdendo il contatto con il suo sé più profondo e l’unico modo che conosce per risolvere il problema è rifiutare qualsiasi sollecitazione che non lo aiuti a mantenere quel contatto.

La frustrazione lo spinge quindi a usare la funzione secondaria in maniera difensiva, cioè ad affermare la propria libertà esistenziale. La dedizione a una vocazione, in lui si accompagna a un bisogno altrettanto forte di dimostrare che il suo sé oggettivo non è poi così importante. Questo tipo farà qualsiasi cosa per rimanere consapevole della forza creativa che ha dentro di sé, senza preoccuparsi molto delle conseguenze logiche. Nella maggior parte dei casi, la funzione dell’intuizione introversa lo aiuta a credere che il suo modo di vedere la realtà è importante anche quando non riesce a trovare il modo di esprimerIo. L’analista junghiana Ann Ulanov, descrive in maniera interessante questa situazione.

La Ulanov diceva che vivere a contatto con il proprio mondo interiore è un po’ come vivere accanto al mare. A meno che non si riesca a costruire una struttura adeguata c’è il rischio di inondazioni.

Tuttavia, il primo istinto è di costruire una casa al modo di quelle di città: questo, infatti, è ciò che gli altri ci aiuteranno a fare. Ma è proprio il genere di casa che, al montare della marea, verrà distrutta. Per un po’ di tempo

si pensa che potevamo costruirla meglio, poi, pian piano, si può fare a meno dei consigli degli altri, e si comincia a vivere senza struttura.

Perché non provare a costruire la casa che serva alle nostre necessità reali? Una casa come quelle dei pescatori, che l’acqua può anche inondate senza buttarla giù? E quando qualcuno viene a trovarci, avvertirli di non calzare le scarpe buone, perché durante il pranzo è possibile che gli si bagnino i piedi.

Questo è in realtà il compito principale che si presenta a questo tipo psicologico: riconoscere le proprie necessità per vivere, diciamo così vicino al mare del suo mondo interno. La funzione secondaria lo aiuterà a costruirsi una vita sua, che onori i doni e la vocazione genuina che ha dentro di sé. Non lo spingerà a rifiutare quel che già possiede o sa. Lo stimolerà a capire perché è vivo e a scoprire qual è la sua strada.

Questo tipo ben sviluppato vive, se così si può dire, fra il mare e la città, facendo quel che gli serve di fare. Per questo, le sue creazioni, sue scelte, il suo modo di essere ricorderanno alle persone cose importanti che la comunità ha dimenticato.

I lavori adatti a questo tipo psicologico sono quelli legati a preservare la natura gli animali: veterinario, biologo, ecologo, guardia forestale, ingegnere delle energie rinnovabili. Può lavorare anche nell’ambito della cura dei bambini come pediatra, baby sitter, educatrice di scuola materna.Può dare spazio anche alla propria natura creativa diventando fotografo naturalista, architetto paesaggista, ma può anche lavorare in una fattoria didattica.

LIBRI CONSIGLIATI:
IL CAFFE DEI GATTI di ANNA SOLYOM lo trovi nello scaffale RICERCA DEI PROPRI OBIETTIVI
25 GRAMMI DI FELICITÀ di MASSIMO VACCHETTA lo trovi nello scaffale SORPRENDERSI DELLE PICCOLE COSE
CUORE DI RICCIO di MASSIMO VACCHETTA lo trovi nello scaffale SORPRENDERSI DELLE PICCOLE COSE
IL MIGLIORE AMICO DELL’ORSO di ARTO PAASILINNA lo trovi nello scaffale SPEZZARE ROUTINE E MONOTONIA
METÀ DI UN SOLE GIALLO di CHIMAMANDA NGOZI ADICHIE lo trovi nello scaffale RICERCA DELLA PROPRIA IDENTITÀ
I QUADERNI BOTANICI DI MADAME LUCIE di MELISSA DA COSTA lo trovi nello scaffale SUPERARE IL PASSATO
IL CLUB DELLE FATE DEI LIBRI di THOMAS MONTASSER lo trovi nello scaffale SORPRENDERSI DELLE PICCOLE COSE
CAPELLI LACRIME E ZANZARE di NAMWALI SERPELL lo trovi nello scaffale RICERCA DELLA PROPRIA IDENTITÀ
GREENWOOD di MICHAEL CHRISTIE lo trovi nello scaffale RICERCA DELLA PROPRIA IDENTITÀ