Questo tipo psicologico è dominato dalla riflessività introversa, una forma di ragionamento che opera sulla base delle informazioni sensoriali immediate, sa cogliere in un istante la logica strutturale di un sistema o di un processo. Questa tipologia di persone si mette in relazione con il mondo esterno attraverso l’intuizione estroversa, e quindi il suo bisogno di esperienza diretta non risulta chiaramente.

È interessato alle possibilità logiche di una struttura, cioè al modo in cui forma e contesto interagiscono e si modificano a vicenda. Per questa ragione, quando deve affrontare un ragionamento astratto non si trova quasi mai a disagio. Tuttavia, per poter ragionare correttamente, gli serve un contatto visivo e tattile con il sistema in questione. Il metodo primario con cui esplora le diverse possibilità strutturali è quasi sempre quello del disegno o di un modello.

Dato che la sua attenzione è concentrata sulle possibilità, è probabile che sia più interessato all’idea che anima un sistema e alle conseguenze che essa avrà sulla realtà che non all’utilità oggettiva del sistema stesso.

Quand’anche egli sviluppi un ottimo livello di comunicazione, in realtà non parla mai delle stesse cose che interessano i tipi riflessivi più razionali. 
D’altro canto, dato che egli considera le implicazioni logiche in termini di cambiamento sistemico nel tempo, spesso si trova molto in anticipo sui temi evolutivi della cultura.

Questo tipo psicologico affronta la realtà mettendo in funzione la riflessività introversa per cogliere il senso del modello strutturale di una situazione, e poi usa l’intuizione estroversa per valutarne le conseguenze sulla realtà. Per fare un esempio molto prima che il calcestruzzo fosse neanche mai balenato nella mente di un imprenditore, l’architetto Frank Lloyd Wright, aveva capito che i pannelli prefabbricati potevano servire a costruire autostrade, periferie urbane e centri commerciali.

Chiaramente, tutti sappiamo che colore, spazio, luce e ordine sono elementi che hanno molto a che fare con quella che è la nostra esperienza di un ristorante, o di un progetto edilizio, o di un edificio ministeriale, ma in genere, nessuno pensa alla logica interna delle proprie creazioni tecniche. E invece, non è escluso che un progettista di questo tipo psicologico passi tutta la vita a studiare il perché la cultura occidentale preferisca così tanto gli angoli,

anziché gli ovali.

Poiché questo tipo psicologico rappresenta soltanto l’un per cento della popolazione, non trova intorno a sé grande comprensione, e i suoi interessi rischiano di essere così rarefatti da farlo sentire isolato. Un senso di isolamento che risulta aggravato dalla natura Introversa dei suoi processi mentali. Tutti i tipi con la sensorialità introversa corrono sistematicamente il rischio di perdere il contatto con la realtà oggettiva in tutte le aree estranee alle conoscenze e alle esperienze che gli si confanno.

In genere i sentimenti di questo tipo psicologico non traspaiono dal comportamento. Infatti, non di rado gli risulta difficile sapere quel che prova fino a che non perde il controllo. La capacità di individuare le proprie emozioni e di riconoscerne il significato, in lui, non è molto sviluppata.

Per questa ragione, i legami sentimentali possono rappresentare un problema. In genere questa tipologia di persone sviluppa in misura sufficiente la sensorialità estroversa per impegnarsi in esperienze che attingono alle sue risorse primarie, ma non coglie appieno l’immagine obiettiva di sé che mostra agli altri. E poiché l’emotività estroversa è la sua funzione meno sviluppata, in fatto di legami affettivi è molto timida. È addirittura possibile che non sappia neanche quel che vuole da un partner. La sua capacità di previsione è sempre rivolta a una progettualità impersonale: infatti, per lui, la sfera dei rapporti personali è sostanzialmente priva di ordine razionale.

Tenderà quindi a sposare un tipo psicologico identico, oppure si ritroverà accecato dalla passione per persone capaci di compensare le sue carenze in termini di emotività estroversa. Ma non sono passioni che durano a lungo. Lui, infatti, ha bisogno di molto tempo per restare da solo con i suoi pensieri.

E inoltre, è assai probabile che non dia peso o consideri non necessarie le manifestazioni d’affetto rituali e le convenzioni di tipo emotivo.

Quasi tutti i tipi INRO devono rimanere più in contatto con la natura estroversa della loro funzione secondaria (ossia l’intuizione). Nella valutazione delle probabilità logiche di un sistema, sono abituati a usare soltanto l’intuizione.

Devono quindi fare uno sforzo volontario per applicarla a se stessi, vale a dire per vedere l’effetto che fanno sugli altri, in generale, o per prendere in esame possibilità al di fuori del quadro abituale delle loro aspettative. Se questa capacità estroversa non viene praticata, questo tipo rimane arroccato sia sulla funzione dominante, e la funzione in lui meno cosciente non emerge allontanandolo troppo dal raggio della sua volontà e dei

suoi obiettivi. Allora, poco alla volta, egli verrà sommerso dal desiderio inconscio di ottenere approvazione e apprezzamento, che mette a repentaglio il suo modo impersonale di affrontare la vita.

Questo dramma interno è per lui salutare. Se prende le distanze dal suo consueto quadro di riferimento mentale riuscirà a mettere in prospettiva i comportamenti abituali. Come tutti i tipi, però, non considererà la tensione inconscia come una parte di sé, bensì come qualcosa che gli sta accadendo, un problema che riguarda la situazione, creato dagli altri. Potrà convincersi, per esempio, di non star ricevendo tutto l’apprezzamento che merita.

À volte, per reazione, cercherà rassicurazione facendo appello alla funzione sensorialità estroversa sforzandosi di coltivare un’immagine di sé migliore.

Ma la conseguenza di tutto ciò sarà che egli riafferma la propria identità consueta improntata alla funzione riflessività, convincendosi di essere diventato troppo dipendente dalle opinioni altrui. Preoccupato che le sue esigenze siano formalmente corrette, farà di tutto per diventare sempre più autosufficiente. Il risultato è che si ripiegherà sempre di più su se stesso, sempre meno disposto a essere conciliante con gli altri o a prestarsi a fare quel che loro non vogliono fare.

Se ben sviluppata, la sensorialità introversa ci aiuta a riconoscere le informazioni che mantengono per noi un significato costante, indipendente dagli assunti sociali prevalenti.

La sensorialità Introversa concentra le difese di questo tipo su problemi di benessere materiale. Egli allora si preoccuperà che la gente possa essere un tramite di malattie, o degli aspetti dannosi del cibo o dell’ambiente, e alzerà baluardi per difendersi.

Questo tipo impiegherà anche molte forze ed energie per difendere le proprie idee personali, non sottraendosi a dispute e discussioni.

Se questo tipo fa i conti con il rapporto attraverso l’intuizione, si sentirà responsabile verso chi condivide la sua stessa situazione. Svilupperà una forte determinazione, ma non sentirà più il bisogno di valutare i propri comportamenti soltanto in termini di probabilità logica. Riconoscerà l’esistenza dell’imprevedibile e dell’improbabile, vale a dire di quegli aspetti della vita che chiedono uno slancio di fiducia, oppure la capacità di fidarsi di qualcuno più che di se stessi.

I lavori adatti a questo tipo psicologico sono di tipo progettuale. Sono gli appartenenti a questo tipo psicologico che compongono musica, curano la grafica dei progetti, eseguono test di laboratorio, elaborano il progetto grafico di riviste, fanno progetti edilizi, dirigono appalti pubblici.

LIBRI CONSIGLIATI:
AVVISO AI NAVIGANTI di ANNIE PROULX lo trovi nello scaffale CREDI IN TE STESSO
PARLARNE TRA AMICI di SALLY ROONEY o trovi nello scaffale LIBERARSI DALLE ASPETTATIVE
LA FELICITA DE CACTUS di SARAH HAYWOOD o trovi nello scaffale LIBERARSI DALLE ASPETTATIVE
JUST KIDS di PATTI SMITH o trovi nello scaffale FARE PACE CON TE STESSO
IL TARLO di LAYLA MARTINEZ o trovi nello scaffale FARE PACE CON IL TEMPO CHE PASSA
QUEENIE di CANDICE CARTY WILLIAMS o trovi nello scaffale LIBERARSI DALLE ASPETTATIVE
DA GRANDE di JAMI ATTENBERG o trovi nello scaffale LIBERARSI DALLE ASPETTATIVE