Questo tipo psicologico è quello di cui si dice che “l’acqua cheta rovina i ponti”.
Guidato dall’emotività introversa e dall’intuizione estroversa, nutre ideali elevati e al tempo stesso è tollerante nei confronti delle scelte altrui.

L’emotività Introversa determina i valori soggettivi: le convinzioni personali su quale sia il modo migliore di vivere la vita.

Questi valori sono frutto dell’esperienza diretta che ci ha insegnato quali sono i comportamenti buoni e quelli cattivi, e reclamano da dentro la nostra adesione. Tuttavia, l’esperienza del rapporto ci insegna via via che alcuni di essi trascendono le situazioni individuali, legandoci indissolubilmente agli altri esseri umani.

Il tipo guidato dall’emotività introversa intende la realtà in modo molto simile a quello descritto dai mistici, per i quali l’energia spirituale scende sulla terra attraverso gli ideali eterni, modelli di strutture che traggono l’ordine dal caos della materia.

Questo tipo può anche non descrivere il proprio modo di affrontare la vita in termini metafisici, ma è raro che non veda, dietro al modello che la natura presenta, il segno di un progetto più vasto.

Desidera appassionatamente l’esperienza di essere una cosa sola con le situazioni che si trova a vivere, ma l’intuizione gli impedisce di soddisfare questo desiderio. L’intuizione non spinge questo tipo ad agire, lo spinge a interpretare: a vedere le potenzialità dei suoi pensieri e comportamenti in termini degli ideali che coltiva.

Si sente responsabile non solo per ciò che fa, ma anche per il desiderio di fare qualcosa, e ha quasi un’idea karmica dell’equilibrio. Se, nei fatti o nei sentimenti, tradisce i suoi ideali, cerca di riparare. Quando gli accadono cose positive, trema al pensiero di doverle scontare.

L’emotività introversa lo spinge a credere in valori umani assoluti, e usa l’intuizione per valutare che cosa ciò significhi in termini del suo contesto esistenziale.

Questo tipo si sente responsabile per le sue intenzioni, anche se i suoi comportamenti sono sempre corretti superando le aspettative altrui.

I comportamenti di questo tipo psicologico variano molto da persona a persona. Alcuni sono riservati e preferiscono la conversazione ‘a due’, ma molti amano recitare, e cantare, stare al centro dell’attenzione. In ogni modo, tutti hanno bisogno di molto tempo per sé. Quantunque questo tipo si immedesimi molto nelle situazioni di gioia, di sofferenza e di vulnerabilità degli altri e sia sempre pronto a, soccorrere con spirito compassionevole chi ha bisogno di lui, si apre soltanto fino a un certo punto. Una volta raggiunto quel limite, ha veramente dato fondo alle sue risorse di socializzazione e ha bisogno di ricaricarsi.

Spesso è sarcastico, e se si sente a suo agio, non fa che sfornare a ruota libera osservazioni e commenti su tutto quel che vede e sente. Così, quando a un tratto perde la carica e vuole rimanere solo, la gente si stupisce.

Inoltre, sa ascoltare con partecipazione, si interessa sinceramente a quel che gli altri pensano e fanno, il che induce le persone a prevedere un rapporto più profondo di quanto lui non abbia magari cercato. Fino a che non lo capisce, spesso sarà costretto a districarsi da situazioni in cui si è cacciato solo per essersi mostrato cordiale e pieno di buona volontà.

Con modalità identiche, questo tipo coltiva ideali romantici, un aspetto della sua personalità che esprime in maniera un po’ irrazionale. Ciò può indurre a credere che sia timido e non interessato all’intimità fisica. In realtà, desidera molto la comunione di mente, di corpo e d’anima, e sogna un partner capace di apprezzare la natura del suo mondo interno e di metterlo in contatto con esso attraverso la sessualità.

Tuttavia, non vuole fissare degli obiettivi al rapporto; vuole che le cose belle accadano in maniera naturale, che si sviluppino spontaneamente, a partire dalla situazione così com’è. Inoltre, le sue risorse intuizione così bene affinate lo portano a credere che la persona giusta saprà vedere, al di là di tutte le assurdità superficiali, le potenzialità appena abbozzate dentro di lui, leggerle nel suo linguaggio corporeo, nei suoi gusti musicali, nelle immagini che lo commuovono, nel significato nascosto delle sue parole.

Questo tipo psicologico ha difficoltà a capire chi lui è, dentro di sé, e continua a sperare che la situazione oggettiva gli fornisca sufficienti punti di riferimento per esprimersi in un modo che sembri autentico e giusto.

E ha difficoltà anche a capire che cosa è chiamato a fare nella vita.

Il tipo guidato dall’emotività introversa può arrivare a conoscersi soltanto quando la sua identità entra in conflitto con le sue scelte esterne. Non di rado, anche quando si sia impegnato a fondo in un lavoro che gli permette di fare qualcosa di significativo e di buono, non è sicuro di fare abbastanza. È continuamente tormentato dalla sensazione che debba accadere dell’altro, qualcosa che gli dirà quel che lui deve fare veramente.

Questo tipo trova una sua collocazione nel sistema sociale prevalente che gli permette di concentrarsi sulle potenzialità umane. Ma dato che i valori in cui crede sono più importanti delle priorità istituzionali, si sente sempre frustrato per il tempo e le energie che deve dedicare al mantenimento delle strutture: il complesso edificio della società.

Questo lo lascia sempre un po’ confuso. Perché, a parte la possibilità di svolgere lavori di questo genere, non sa bene che cosa significhi agire sulla base dei valori di cui si fa portavoce. La natura dei suoi obiettivi emotivi governati dall’emisfero destro farebbe pensare a una vita da girovago, libera da attaccamenti oggettivi, e addirittura dal senso della casa.

Spesso però quando lo scopre ha già casa e famiglia e la frustrazione per non poter realizzare quello che desidera lo spinge a usare l’intuizione in maniera difensiva, per proteggere quello che sente essere il suo ‘vero’ sé dalla situazione insoddisfacente in cui si trova a vivere nel mondo esterno. Anche per questo si sente in colpa; perché pensa che, in fin dei conti, dovrebbe essere soddisfatto di una vita del tutto rispettabile.

Se si affida all’intuizione con questa modalità, di solito, prenderà una delle due seguenti direzioni: o diventa uno sempre in cerca – buono a fare molte cose ma poco incline a rimanere concentrato a lungo su una

– o sviluppa una certa passività, incapace di capire quel che vuole, ma insoddisfatto di tutto ciò che fa.

In genere, quest’ultima variante del tipo psicologico sente di non avere abbastanza iniziativa, ma a parte le incombenze usuali degli altri e le aspettative in termini di organizzazione sociale, non sono molte le cose che porta a termine. Lasciato a se stesso, tende a procrastinare o a fare cose non necessarie per evitare quelle più importanti.

Quando questo tipo impegna quasi tutte le energie a proteggere il proprio mondo interno dall’attaccamento a una situazione esterna insoddisfacente, la funzione meno sviluppata, la riflessività estroversa, rimane per lo più inconscia. Spesso, è bravissimo a organizzare il tempo e le risorse per gli altri, ma ha difficoltà a strutturare e organizzare la propria vita. Questo tipo ha bisogno di usare l’intuizione in un modo autenticamente estroverso. Abituato a usarla per capire come affrontare un contesto presente, deve invece sfruttarla per definire come potrebbe configurarsi una situazione oggettivamente buona.

Ma per lui, si tratta di un compito tutt’altro che facile. Quando smette di usare l’intuizione per difendersi, il primo istinto che prova è quello di far valere l’importanza dei suoi obiettivi emotivi. Allora sfida le persone e mette in discussione gli aspetti delle situazioni che ritiene problematiche.

Usa l’intuizione estroversa come difesa, decidendo di lottare contro alcune delle situazioni che lo tengono “incastrato”.

Poiché non ama il conflitto, spesso questa ribellione assume una forma sottile e passivo-aggressiva. Punta i piedi quando qualcuno insiste perché lui faccia qualcosa che non vuole fare, fino a che la persona non rinuncia oppure lui dice di sì, ma poi fa come gli pare. Nessuno di questi atteggiamenti lo aiuterà a trovare la sua verità; anzi, lo allontanerà dalla ricerca, indirizzando la sua attenzione su tutte le cose sbagliate.

Di solito scopre che ignorare le aspettative altrui non lo protegge a sufficienza, e per mantenere intatti i propri valori emotivi si rivolge alla terza funzione, la sensorialità introversa. Evita così nel vero senso della parola tutte le situazioni che non corrispondono alla sua identità primaria, rassegnandosi a perdere i rapporti piuttosto che accettare di vivere il conflitto interno.

Quando questo tipo sviluppa a sufficienza l’intuizione, smette di pensare alle situazioni come a qualcosa che è impossibile cambiare e comincia a intravedere nuove possibilità d’azione.

Quando questo tipo entra in contatto per la prima volta con il versante estroverso della funzione intuizione, lo considera come un modo superficiale e privo di senso di affrontare la vita. Un modo che gli vorrebbe far rinunciare alle sue aspettative, vivere in armonia sensoriale con qualsiasi cosa accada. E questo gli sembra irresponsabile.

Ma quando questo tipo si rende conto che assumersi la responsabilità dei propri valori non significa combattere quelli esistenti; significa costruire, riconoscere di poter fare cose, di voler fare cose, che agli altri non verrebbero mai in mente, non ignorerà i problemi della società e non tradirà gli impegni che ha già preso. 
Semplicemente imparerà a sfruttare le proprie risorse.

A volte, questo tipo ha soltanto bisogno di fare un po’ di posto, nella vita, per consentire alle sue risorse di svilupparsi. Allora, per esempio, potrà dedicarsi ad attività creative: scrittura, musica, disegno, arte: qualcosa, insomma, che gli permetta di dare forma concreta ai suoi ideali. A volte farà del volontariato oppure si prenderà cura degli animali randagi.

Ma in linea di massima, quando raggiunge uno sviluppo equilibrato, la sua vita non appare molto diversa da quella di chiunque altro. Quel che è diverso è la prospettiva. A volte questo tipo sottovaluta le proprie capacità perché ci sono tanti problemi, nel mondo, che non possono essere risolti cambiando il cuore delle persone. Ma fa male. Spesso, gli effetti delle sue decisioni sono incalcolabili, e rinnovano la fiducia della gente nella natura umana.

I lavori adatti a questo tipo psicologico sono: insegnante di yoga o di meditazione, nomade digitale, blogger, consulente per l’arredamento, aromaterapista, coach relazionale aziendale.

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