IL PROFILO

L’Enneatipo Due abbraccia pienamente l’abbondanza della vita e non lesina nel condividerla con gli altri. Ama il contatto umano, le relazioni sociali e si distingue per la sua allegria e socievolezza. Sempre pronto ad offrire una mano amica, il Tipo Due sembra comprendere meglio le necessità degli altri rispetto alle proprie e si impegna costantemente a essere presente per chiunque si trovi in difficoltà. La sua grande sensibilità si manifesta nel suo desiderio di adattarsi all’interlocutore, coccolarlo e compiacerlo.

Il Tipo Due è sempre pronto a fare un complimento sincero e si distingue per la sua naturale propensione ad aiutare gli altri e renderli confortevoli. Tuttavia, c’è un aspetto meno evidente delle sue relazioni: il Tipo Due tende a stabilire relazioni basate su uno scambio implicito di favori. Purtroppo, spesso si trova deluso quando gli altri non ricambiano con la stessa generosità, creando così un senso di insoddisfazione. Il bisogno di affetto è cruciale per il Tipo Due, tanto da spingerlo a cercarlo attivamente, anche se inconsciamente, attraverso gesti come il prestare molta attenzione agli altri, ricordare le loro preferenze e sacrificare tempo ed energie per loro. Questo comportamento potrebbe essere interpretato come invadenza o manipolazione da parte di alcuni, ma alla base di esso c’è la paura profonda dell’abbandono.

Impegnato nel prendersi cura degli altri, il Tipo Due spesso trascura le proprie esigenze e desideri, sacrificando il proprio tempo e benessere per soddisfare quelli degli altri. Tuttavia, questo non è solo un desiderio di conquistare gli altri, ma anche un modo per trovare la propria identità e sentirsi a proprio agio nel donare felicità agli altri e mostrare il proprio lato positivo.

LE TRIADI

Gli Enneatipi sono raggruppati in triadi. Ogni triade risponde a una differente domanda e mette in relazione tre Enneatipi.

COME MI POSIZIONO RISPETTO AL MONDO?

TRIADE DEL RIFIUTO (CINQUE, OTTO, DUE)

Questi enneatipi sono accomunati da un mantra interiore: “Non ho bisogno di…”. Quest’affermazione nasce dalla paura del rifiuto e si traduce in un atteggiamento di forza e controllo sulla realtà circostante. Sopprimono i loro bisogni per affermarsi nel mondo, cercando sempre di dominare gli eventi e mantenere il controllo sulla propria vita.

Il Tipo Due sente il bisogno di essere sempre disponibile e generoso per evitare il rifiuto. Si sacrifica per gli altri, ma spesso trascura i propri bisogni. Rifiuta ciò che non contribuisce alla sua utilità agli occhi degli altri, cercando di guadagnare approvazione attraverso l’influenza emotiva sugli altri. Tuttavia, l’illusione di non avere bisogno di nulla nasconde un sano egoismo e un amore autentico per la propria vita che si trova nell’equilibrio tra dare e ricevere, prendersi cura di sé stessi e degli altri.

COME MI RELAZIONO AGLI ALTRI?

DIPENDENTI (UNO, DUE, SEI)

Le tipologie dipendenti sono identificate nel Super-Ego, un insieme di valori morali che guidano il loro comportamento. La ferita originaria di queste personalità risiede nella fiducia, e per difendersi si affidano agli altri. Credono fermamente di essere utili agli altri, il che può portarli a sviluppare un atteggiamento di superiorità morale. Va notato che la dipendenza in questo contesto è legata al Super-Ego e non implica necessariamente una sottomissione agli altri (anche se a volte può sembrare così in modo accentuato).

Il Tipo Due cerca il riconoscimento come individuo di valore intrinseco. Per questo motivo, si mette spesso al servizio degli altri per ottenere apprezzamento. Si sente superiore perché non si concentra sui propri bisogni, ma su quelli degli altri. “Valgo perché ci sono persone che dipendono da me”.

Queste personalità devono imparare a interrogarsi su se stesse: “I miei bisogni sono veramente in linea con quelli della società?”. È importante che riconoscano e soddisfino i propri bisogni anziché adeguarsi esclusivamente a quelli suggeriti o imposti dal contesto sociale in cui vivono.

COME AFFRONTO I PROBLEMI?

TRIADE DELLA POSITIVITA’ (SETTE, NOVE, DUE)

I membri di questa triade manifestano un’inclinazione innata verso un atteggiamento positivo verso la vita. Sono rapidi nel trovare il lato positivo delle situazioni e tendono ad evitare i momenti di dolore e difficoltà. Questa loro disposizione è spesso apprezzata, poiché cercano di condividerla con gli altri per promuovere il benessere personale. Credono che molti problemi possano essere affrontati efficacemente evitando di amplificarli e cercando conforto in coloro che possono offrire supporto e comprensione.

Il Due è solito mettere in primo piano le necessità degli altri, trascurando le proprie. I suoi problemi sono spesso identificati come quelli degli altri, consentendogli di mantenere un’apparente positività. Tuttavia, dietro questa facciata luminosa si nascondono delusioni, frustrazioni e un desiderio represso di libertà.

Per coloro che rientrano in questa triade, è cruciale riconoscere il valore del dolore come insegnante prezioso nella vita. Sono i tipi di personalità che più di ogni altro necessitano di imparare dalle sfide e dagli aspetti negativi della vita, poiché per loro il dolore assume forme diverse, come l’inerzia, la noia, l’eccessivo affanno e una positività artificiosa.

Ecco dieci percorsi di trasformazione pensati per gli individui di Tipo Due:

  • Piuttosto che aspettare che gli altri cogliano le vostre necessità o desideri, cercate di comunicarli apertamente e chiaramente.
  • Quando vi accorgete di sforzarvi eccessivamente per presentare un’immagine gradevole o per ottenere l’approvazione degli altri, fermatevi, respirate profondamente e ricominciate da capo.
  • Non accettate automaticamente ogni richiesta di aiuto. Prendetevi il tempo necessario per valutare la situazione e rispondere in modo consapevole, anche se significa dire no. Questo è un diritto che avete.
  • Quando sentite l’impulso di soccorrere o aiutare qualcuno, chiedetevi se è davvero il vostro compito intervenire. Se siete incerti, parlatene con un amico di fiducia per guadagnare prospettiva.
  • Quando vi rendete conto di adottare comportamenti tipici del vostro tipo, chiedetevi gentilmente quale sarebbe la vostra reazione se non foste concentrati sull’appagare gli altri.
  • Dove possibile, praticate atti di gentilezza anonimi, senza cercare riconoscimenti esterni.
  • Ricordatevi che non siete né i migliori né i peggiori. Accettatevi per chi siete, con i vostri pregi e difetti.
  • Quando provate risentimento o sentite che vi sia dovuto qualcosa, usate questi sentimenti come stimolo per esplorare i vostri bisogni più profondi e considerare cosa potreste fare per soddisfarli.
  • Non giudicatevi duramente se vi accorgete di comportarvi in modo troppo aggressivo o invadente verso gli altri. Fate un passo indietro, congratulatevi per averlo notato e cercate di regolare il vostro comportamento.
  • Due o tre volte al giorno, prendetevi un momento per chiedervi cosa state provando e di cosa avete bisogno in quel momento. Anche se non avete sempre una risposta immediata, l’importante è iniziare a coltivare la consapevolezza di voi stessi e dei vostri bisogni. Ricordatevi che è un processo che richiede tempo e pazienza.

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